CENNI STORICI SUL PARACADUTISMO

 

Nacque dall’idea di Leonardo da Vinci, che per primo pensò ad un cono rovesciato in grado di creare una resistenza aerodinamica in grado di rallentare un corpo immerso in un fluido. Pare comunque che il primo a sperimentare un rudimentale paracadute nel 1783 fu il francese S. Lenormand, lanciatosi da una torre. È comunque interessante notare che gli schemi di Leonardo da Vinci erano tecnicamente validi. Nel 2000 infatti, A. Nicholas, campione di paracadutismo inglese, diede una dimostrazione pratica di volo indossando un dispositivo costruito seguendo il disegno Leonardesco del 1483 e realizzato con materiali dell’epoca. Successivamente, sul finire della Prima guerra mondiale, nascono i primi pionieri del paracadutismo. La prima scuola Militare di Paracadutismo nacque in Libia nel 1930 e da allora continue evoluzioni hanno portato questa disciplina ai giorni nostri.

 

 

 

PARACADUTISMO SPORTIVO

 

Nella pratica sportiva del paracadutismo (in inglese skydiving) si è soliti saltare da una quota tra i 1200 e i 4500 metri circa per poi aprire il paracadute normalmente ad una quota consigliata di 1200 metri, o 1500 metri per i lanci di addestramento ed i lanci in tandem. Nel paracadutismo si distinguono diverse specialità:

 

1. Stile, è la prima vera disciplina sportiva del paracadutismo moderno, ed è prettamente individuale. Consiste in un lancio da una quota di 2200 metri (approssimativamente 7000 piedi), con a disposizione circa una trentina di secondi di caduta libera. In questo frangente si deve eseguire una concatenazione di 6 evoluzioni, volteggi, nel minor tempo possibile che consistono in: un giro sull’orizzonte di 360 gradi, l’inversione di esso, una giravolta (looping) all’indietro e la ripetizione di questi. Per ogni lancio ci sono 4 combinazioni d’esecuzione che vengono sorteggiate in precedenza.  Vince chi a fine gara, dopo più lanci, ha totalizzato un tempo totale inferiore.

 

2. Precisione in atterraggio, disciplina nata in concomitanza allo “Stile” ed anch'essa consiste in una prestazione individuale. I lanci avvengono da circa 1000 metri. L'obiettivo è centrare in atterraggio con il tallone un bersaglio di 2ᅠcm di diametro. Vince la squadra o l’atleta che facendo la sommatoria dei lanci, totalizza un minor numero di centimetri di errore dal centro.

 

3. Combinata, ovvero la combinata delle due precedenti discipline. Vince l’atleta o la squadra che facendo la somma numerica della classifica di ogni singola disciplina totalizza un numero inferiore.

 

4. Paraski, nata dalla necessità di sviluppare il soccorso alpino. Consiste nella combinata di una gara di sci di slalom gigante, ed una gara di precisione in atterraggio in montagna, su piano e su pendio. Essendo una gara che combina due differenti discipline, la classifica viene stilata con metodi analoghi alla competizione citata precedentemente.

 

5. Formazioni in Caduta Libera (FCL), o Relative Work (RW). Nel lavoro relativo, squadre composte da due o più paracadutisti compongono durante la caduta libera più figure prefissate. Solitamente vengono effettuate figure a quattro ed otto elementi.

 

6. Canopy Relative Work (CRW) o Canopy Formation (CF). Squadre di due o più paracadutisti s'impegnano nel costituire formazioni a paracadute aperto, con prese di mani e piedi sulla velatura e sulle bretelle. Costituita una formazione a quattro il primo in alto molla le prese, e con varie metodiche ruota verso il basso e riaggancia la formazione (rotazione), oppure vengono costruite formazioni predeterminate (sequential). Altamente spettacolare per la visibilità da terra, è tuttavia pericolosa per la possibilità di collisioni con avviluppo.

 

7. Free Style. In questa disciplina i paracadutisti, durante la caduta libera, si esibiscono in figure a corpo libero che ricordano esercizi di danza o ginnastica artistica.

 

8. Skysurf. Disciplina resa celebre da Patrick de Gayardon, lo skysurf consiste nell'affrontare la caduta libera con una versione ridotta della tavola da snowboard agganciata stabilmente ai piedi. La tavola consente di 'scivolare' sull'aria traslando e girando su se stessi a grande velocità. La tavola viene poi sganciata immediatamente prima di atterrare.

 

9. Speed skydiving. È la pratica estrema del paracadutismo di velocità, dove l'atleta, con un lancio da quota ordinaria (4500 metri) o superiore, si pone in posizione verticale a testa in giù per raggiungere la massima velocità possibile (superiore ai 350ᅠkm/h).

 

10. Freefly. Nasce nel 1996 grazie al Tedesco Olav Roland Zipser, e diventa l'evoluzione del volo tridimensionale. le squadre sono composte da due elementi più il tecnico video, e volano insieme creando coreografie. Esistono anche squadre a quattro elementi più il tecnico video, che lavorano come una squadra di RW4 con figure obbligatorie.

 

11. Vertical Relative Work (VRW) o Vertical Formation Skydiving (VFS). È una disciplina piuttosto giovane che consiste nel costruire formazioni in caduta libera, durante le quali i performers mantengono posizioni verticali tipiche del freefly. Le squadre sono composte da 4 (VRW-4way) o 8 (VRW-8way) elementi, oltre ad un operatore video.

 

12. Canopy Piloting detto anche Swoop consiste nell'utilizzo di paracadute a profilo alare ad alte prestazioni per compiere atterraggi ad alta velocità e con lunghe flare. Esistono competizioni di Canopy Piloting suddivise in tre categorie: Speed, Accurancy e Free-Style. Nello speed si gareggia impiegando il minor tempo possibile ad attraversare due gate distanti 200 piedi, nell'Accurancy si valuta la precisione in atterraggio dopo essere passati in un percorso prestabilito, nel Free-Style si viene valutati per le acrobazie effettuate durante l'atterraggio.

 

13.ᅠTuta Alareᅠ(Wingsuit), è una particolare tuta da lancio che riesce ad aumentare la superficie delᅠcorpo umanoᅠconferendovi unᅠprofilo alare, trasformando parte della velocitàᅠ data dallaᅠforza di gravitàᅠin planata orizzontale.ᅠUtilizzata nelᅠparacadutismoᅠcome nuova disciplina, è oggetto di costante e rapido sviluppo. Attualmente, una normale tuta alare, rispetto ad una velocitàᅠ media di caduta libera di circa 180ᅠkm/h, consente di rallentare fino a circa 70ᅠkm/h, con una velocitàᅠ orizzontale di 180ᅠkm/h.ᅠLa tuta alare è particolarmente usata nelᅠBase Jumping, in quanto consente di raddoppiare i tempi di caduta libera e aumenta la distanza dai possibili ostacoli, diminuendo il rischio di incidenti.

 

14. Atmonautiᅠsi definisce una tecnica di paracadutismoᅠinventata dall'ItalianoᅠMarco Tiezziᅠnel 1998, che consiste nell'utilizzare il corpo con unᅠangolo di incidenzaᅠe con una forma simile ad un'ala, ottenendoᅠportanzaᅠe una reale performance di volo.ᅠLa tecnica atmonauti, presentata nel 1998 da Tiezzi in varie competizioni di freestyle tra le quali le prestigioseᅠEuropean Espace Boogieᅠe l'Eloy FreeFly Festival, ha rivoluzionato il paracadutismo fino ad allora conosciutoᅠsenza l'ausilio di accessori opzionali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CORSI DI PARACADUTISMO

 

Il paracadutismo può essere appreso tramite tre diversi percorsi d’insegnamento:

1- Metodo “Progressione” o “Fune di Vincolo”: per decenni l’unico metodo per avvicinarsi al paracadutismo.

2- “Corso Accelerato di Caduta Libera” o “AFF”: nato negli anni ’80 negli Stati Uniti e tuttora la metodologia più sicura e rapida per diventare un Paracadutista.

3- “Corso Progressione Tandem”: Utilizzato molto raramente.

 

OBIETTIVI DEL CORSO AFF (ACCELERATED  FREEFALL)

 

Il corso AFF è strutturato in livelli e si basa su una didattica moderna ed ambiziosa. L’apprendimento è da 3 a 5 volte più rapido rispetto ad un corso tradizionale “fune di vincolo”. Mediante la presenza di due Assistenti AFF (chiamati anche Jump Masters o JMs) l’allievo è assistito fin dal primo livello garantendo in questo modo un grado di sicurezza notevolmente superiore rispetto a qualsiasi altro corso. Nella sua struttura classica composta da 7 livelli, l’AFF guida il futuro paracadutista attraverso l’apprendimento delle capacità essenziali per la gestione della stabilità del corpo in caduta libera, la consapevolezza della quota, l’apertura e la gestione del Paracadute, l’atterraggio in zona sicura e le regole di comportamento generali.

 

STRUTTURA DEL CORSO

 

Il corso è composto da:

-10 ore di teoria suddivise 4 Lezioni

-1 o 2 weekend di pratica

 

ARGOMENTI TEORICI:

PRIMA LEZIONE

Materiale da lancio: terminologia, funzionamento, controlli, vestizione.

Sistema di Apertura automatico del paracadute ausiliare: CYPRES, FXC  12000

Abbigliamento.

Funzionamento della Vela, Costruzione, Manovre, Controlli

Attrezzatura: Casco, altimetro, occhiali, guanti.

Cenni di Fisica

Uso della Radio.

 

SECONDA LEZIONE

Emergenze: In aereo, in caduta libera, al materiale, in atterraggio.

Malfunzionamenti: Totali, Parziali, 2 vele

Procedura d’Emergenza: dimostrazione e prove pratiche.

Inconvenienti.

Collisioni a vela aperta.

 

TERZA LEZIONE

Analisi della zona lancio: Foto, riferimenti, ostacoli, manica a vento,  pista.

Determinazione del punto di atterraggio.

Comportamento della vela in funzione del vento.

Circuito d’atterraggio.

Atterraggio Fuori campo, precauzioni e consigli.

Cenni di Meteorologia.

Navigazione in nube: procedure.

Circuito d’atterraggio.

 

QUARTA LEZIONE

Vestizione e controlli.

Procedure di avvicinamento in aereo, imbarco, salita, ripetizione del lancio, uscita.

Segnali in caduta libera.

Posizione in caduta libera

Obiettivi del Livello: dimostrazione e pratica.

 

ARGOMENTI PRATICI:

 

-test scritto per la verifica dell’apprendimento

-Falso imbrago: dimostrazione procedura d’emergenza

-Briefing prima di ogni Livello nel quale viene esposta e dimostrata la sequenza del lancio

-Prove pratiche a terra da parte dell’allievo

-Lancio dall’aereo ed esecuzione del Livello

-Debriefing del lancio da parte dell’Allievo e dei JMs

-Valutazione dei JMs, passaggio al livello successivo o ripetizione del livello.

-Briefing, prove, lancio e debriefing fino al superamento del 7° livello.

 

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